Il mio amore per la carbonara

Per me la carbonara è sacra. E basta. Servono poche cose, ma buone.

Pecorino, tuorli di uovo, guanciale (in zona rossa se non lo troviamo ci buttiamo sulla pancetta, come è capitato a me stavolta, ma non è la stessa cosa), pepe nero.

Metto l’acqua a bollire e nel frattempo taglio la pancetta a pezzettini (pezzettini, non fettone, mi raccomando: portate rispetto alla carbonara).

Una volta separati i tuorli (ne calcolo almeno uno a persona, più un extra: quindi 3 persone, 4 tuorli) inizio a sbatterli col pecorino.

Non si deve esagerare sennò si incolla.

Appena l’acqua inizia a scaldarsi, metto a sciogliere la pancetta in padella. Deve perdere il grasso e dorarsi senza bruciare. E’ una cosa delicata da fare piano piano perchè è importante che la pasta e la pancetta arrivino a cottura e doratura contemporaneamente, altrimenti non saranno della temperatura giusta quando li metteremo nell’uovo.
Quando sono pronti, il grassetto della pancetta si è ben sciolto, la pasta (a me piace il formato spaghettone) è al dente, si scola e si mescolano in una insalatiera pasta, uovo e pancetta. Se siamo stati bravi viene una cosa strepitosa, cremosa e senza grumi. Sennò ce la mangiamo lo stesso, alla carbonara non si dice mai di no.

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